Benvenuti a Rigone in Chianti, Agriturismo nel cuore della Toscana

La Storia di Famiglia

“…Toscana, la patria del cuore” - Nonna Mimma

La storia di Rigone è la storia della nostra famiglia, le cui radici sono da sempre saldamente piantate nelle argillose terre toscane. I nostri antenati sono i Castroni Cresci, proprietari terrieri della zona. La via dove si trova l’edificio dell’antico palazzo pretorio di Montaione, oggi museo cittadino, porta il loro nome.

Nella seconda meta dell’ottocento, la bisnonna Emma Castroni Cresci sposa un giovane pisano, Carlo Bonsignori. In dote riceve un florido podere ai margini del paese, dove si coltiva grano, tabacco e vite, che nelle carte topografiche dell’epoca viene indicato come “Rigone”. La giovane famiglia può vivere di rendita, (la famosa mezzadria Toscana) come usa ai tempi, ma l’intraprendente novello sposo, che di mestiere fa l’agronomo, ha in mente altro. Nel 1852 fonda l’Azienda agricola Monteadorno, che in pochi anni raggiunge un estensione di circa 200 ettari suddivisi in 11 poderi. È una realtà produttiva importante per la zona, e grazie alla gestione attenta e lungimirante di Carlo, in tempi brevi varca le soglie della nazione. Nel 1904, nel Grand Palais degli Champs Elysees all’Esposizione internazionale di Parigi, la Monteadorno di bisnonno Carlo si aggiudica il primo premio e la medaglia d’oro internazionale per il vino.

Carlo muore molto giovane, lasciando sua moglie vedova con un figlio piccolo, Luigi, da crescere. In un epoca e in un contesto dominato dagli uomini, Emma non esita a rimboccarsi le maniche e a portare avanti l’attività terriera iniziata con suo marito, dimostrando capacità imprenditoriali e una determinazione fuori dal comune.

A noi di famiglia ricorda la caparbietà delle ragazze Bonsignori, che si è propagata fino ai giorni nostri, e oggi ha come protagonista un’altra Emma e le sue figlie. Ma questo è un altra storia.

Dal Podere all'Agriturismo

Il podere Rigone, costruito nel 1700 era un tipico insediamento rurale toscano, composto dalla casa colonica e gli edifici annessi, fienile e tabaccaia. Sul terreno intorno veniva coltivato il grano, tabacco, vigna e ulivi. Il podere è stato operativo e abitato fino agli anni 60.

Dopo decenni di abbandono, un attento restauro conservativo lo ha trasformato in agriturismo Rigone in Chianti, una piccola e curata struttura ricettiva in grado di rispondere anche ai clienti più esigenti. Piscina a sfioro incastonata tra gli ulivi e i vigneti, soli 9 appartamenti totalmente indipendenti muniti di ogni comfort, e la nostra famiglia, ancora qui, per accogliervi e farvi assaporare la Toscana più autentica.

La nostra patria del cuore.

L'Agriturismo

Chi siamo

Luigi e Nada
Dottore in agraria e direttore tecnico di una multinazionale, ha deciso di lasciare Milano e di prendere in mano l’azienda di suo nonno Luigi. Quando non lavora in giro per il mondo, si prende cura della sua terra e dei suoi ragazzi. Ora che i figli sono grandi, coccolano Egon, il cucciolo di famiglia.
Designer e marketing manager di una grande industria di mobili scandinava, ha deciso di condividere il sogno di Luigi e di trasferirsi in Toscana. Alla designers week di Milano preferisce di granlunga i vicoli di Montaione. In azienda si occupa un po’ di tutto ed è diventata una vera donna di campagna. Il restyling degli appartamenti è naturalmente opera sua.

Tommaso
Il primogenito di famiglia, milanese, salito per la prima volta sul trattore a 2 anni. Agli studi di ingegneria ha preferito le vigne, perché Toscana è la patria del cuore. A Rigone lo vedrete in ruoli diversi: se non sta sul trattore in mezzo al campo, lo troverete in reception o a sistemare la piscina. È la quinta generazione di famiglia che si prende cura della nostra terra.

Giovanni
Il nostro Senese doc, proprio come suo nonno. La vita nelle metropoli non fa per lui. Alle scale mobili della metropolitana preferisce i cingoli della ruspa. Ha studiato nella scuola che ha costruito il suo bisnonno Luigi. L’unico in famiglia che parla da vero Toscanaccio. È un aiuto valido ed entusiasta soprattutto quando lavora con il suo fratellone.

Sono le radici forti a permettere agli alberi giovani di slanciarsi verso il cielo
Nel 2025, l’ultimo dei nostri anziani, Dr. Alceste Burri, il nostro amato Nonno Alceste, ci ha lasciato. Qui lo vedete in una foto di qualche anno fa, dopo aver assistito all’esame di terza media di Giovanni. In suo ricordo, il nostro Vin Santo porta il suo nome. Quello che sappiamo della terra e del vino lo abbiamo imparato da lui.